martedì 30 giugno 2015

CALCIOMERCATO: INTER

Montoya all'Inter, il Barça dice sì: dopo le presidenziali arriverà l'ufficialità

Dopo l'accordo tra il giocatore e i nerazzurri ecco anche il via libera del club: arriverà in prestito per una stagione con opzione per la successiva



La difesa dell'Inter cambia ancora volto: dopo Miranda e Murillo, ecco anche Martin Montoya. L'accordo tra il giocatore e i nerazzurri era già stato trovato, ma dalla Spagna arrivano le conferme: il Barça ha dato il via libera al terzino destro che aveva chiesto di cambiare area per avere più spazio, visto che in blaugrana è chiuso da Dani Alves.

L'AFFARE — Montoya arriverà in prestito per un anno con opzione per la stagione successiva: il diritto di riscatto è fissato a 8 milioni. L'ufficialità non potrà arrivare prima del 18 luglio, data delle elezioni presidenziali a Barcellona: finché non verrà scelto il numero uno del club tra Bartomeu e Laporta, il contratto non potrà essere depositato. Ma ormai è chiaro che Montoya sarà un giocatore nerazzurro. 

CALCIOMERCATO: JUVENTUS

Juve, Pogba al Barcellona tra un anno? Lui sembra deciso, al club non dispiace

Marotta, che domenica ha cenato con Braida, sembra preferire la cessione ai blaugrana nel 2016, ad un prezzo, già concordato, di 80 milioni. In settimana potrebbe esserci un nuovo blitz blaugrana a Torino. Ma occhio a City e Chelsea...



A Barcellona si contendono Paul Pogba quasi come se fosse il totem dell’imminente consultazione elettorale. Bartomeu e Laporta, soprattutto, sono in pressing per ottenere il sospirato sì della Juventus e del suo talento francese. In questa sfida che vede in prima linea due ex milanisti eccellenti come Ariedo Braida e Demetrio Albertini, la deadline è rappresentata dal 18 luglio, data del voto dei soci del club blaugrana.

IL FEELING — Domenica sera a Milano, Braida ha di nuovo cenato con il suo vecchio amico Beppe Marotta, a.d. bianconero, che vede di buon occhio la possibilità di vendere Pogba nell’estate del 2016 con un prezzo già concordato di 80 milioni di euro. È questa l’offerta che l’ex dirigente rossonero ha prospettato per conto dell’attuale presidente del Barcellona. E per rendere ancor più solenne il passo ha in programma un nuovo blitz a Torino, accompagnato proprio dal candidato Bartomeu. Magari già questa settimana. L’offensiva ha dei chiari risvolti mediatici, con altrettante evidenti ricadute elettorali. E non è solo per cortesia che il club di corso Galileo Ferraris ricambia le attenzioni.

APPUNTAMENTI — Il giocatore sinora ha agito in piena concordia con la Juventus, anche perché non ha individuato ancora la destinazione giusta. Se Barcellona si fa preferire per il fascino del club e dell’ambiente, è altrettanto vero che lui è alla ricerca di un’esperienza stimolante, in un contesto capace di spingerlo al top. Alla Juve le aspettative del giocatore non possono che star bene. Anche per questo ad Andrea Agnelli e Beppe Marotta piace l’idea che Paul alzi sempre più l’asticella. Intanto rimane bianconero senza mal di pancia. E se nel frattempo il prezzo varcasse anche la fatidica soglia dei cento milioni?

COPA AMERICA: PRIMA FINALISTA

Cile-Perù 2-1: Vidal aspetta Messi in finale

Una doppietta di Edu Vargas stende i peruviani, in dieci dal 20' del primo tempo. Protesta il Perù a fine gara: "Troppi episodi imprevisti". Ora il Cile attende la vincente tra Argentina e Paraguay



Sempre Cile, ma sempre anche le solite polemiche. La Copa America trova la sua prima finalista, ma il Perù è stato avversario veramente tosto. E chissà se non fosse andata diversamente se dopo 20 minuti gli avversari non fossero rimasti in 10 uomini: il rosso a Zambrano, decisione del fischietto venezuelano Argote, ha cambiato la gara insieme ad altri episodi. Ma a cambiare la gara è stata anche la serata di grazia di un Edu Vargas ritrovato.

LA PARTITA — Gareca avrà visto il Paraguay contro il Brasile e avrà intuito che serve in fascia uno di gamba e fantasia, così si gioca subito Carrillo. E “La culebra” lo ricambia una partita tutta intensità e scatti, che unita alla solita ferocia in mediana porta il Cile a capirci poco per la prima mezz’ora. Lì il Perù prende un palo (Farfan), campeggia davanti all’area albiceleste e dà l’impressione di poter fare sfracelli. Dura 20 minuti, poi Argote tira fuori la seconda ammonizione per Zambrano: due gialli ingenui ma fiscali, ce ne sarebbe anche uno sacrosanto per Vidal che dopo sette minuti schiaffeggia il peruviano ma a lui niente. Senza uno dei suoi pretoriani e con una difesa da reinventare, Gareca toglie un esterno per un centrale e fa fortino ma è nell’aria che non possa durare molto. E infatti il gol arriva, anche se pasticciato: Sanchez serve preciso un inserimento di Aranguiz che prende il palo, sulla ribattuta Vargas (in sospetto fuorigioco sul primo lancio) quasi si attorciglia ma la mente dentro.

PROTAGONISTA — Sampaoli per gestire il vantaggio si gioca il secondo tempo con un palleggiatore in più (Pizarro) ma non s’immagina certo che i peruviani scendano in campo con una voglia così. L’uomo in meno per un quarto d’ora non si sente, la squadra di Gareca continua a mordere sulla trequarti cilena e a ripartire velocissima, su uno di questi scatti l’ottimo Advincula mette in mezzo e nel tentativo di anticipare Carrillo Medel tocca nella sua porta. Lì viene fuori che è la serata di Edu Vargas. Già prima gli era stato annullato un gol in mezza girata per fuorigioco inesistente, cinque minuti dopo il pari fa partire un missile di destro che, forse leggermente deviato dalla schiena di un difensore, va dritto all’incrocio. Una prodezza che mette il timbro alla gara, perché poi Gareca continua a insistere ma trova al massimo qualche colpo di testa telefonato mentre il Cile fa possesso e, quando può, spettacolo coi suoi fraseggi nello stretto. Finisce con Plaza Italia in festa, oggi seconda semifinale tra Argentina e Paraguay.

MOTOGP: AFFONDO

Stoner: "Rossi strepitoso ad Assen, ma la MotoGP è una m...."

L'australiano difende la manovra di Rossi ad Assen "Costretto a tagliare la pista", però attacca ancora: "Tornerei se il mondiale fosse quello dei tempi di Doohan, Rainey, Schwantz: era uno sport vero, non la merda di oggi", ha detto a motorevue.com



Senza peli sulla lingua, come sempre, Casey Stoner si è affacciato al festival di Goodwood supportando la manovra di Valentino ad Assen, ma contemporaneamente rilasciando le sue dichiarazioni sempre decise sulla MotoGP, ambiente che ha lasciato sbattendo la porta nel 2012. La risposta alla domanda legata a un suo eventuale ritorno è sempre la è sempre la stessa, 'no grazie', condita da rafforzativi più o meno coloriti.
AI TEMPI DI SCHWANTZ... — Uno è quello che ha riferito a 'motorevue.com' in un'anticipazione di un'intervista più ampia. "Si, tornerei a correre - dice Casey -, ma se fossimo nel grande periodo d'oro della 500, con gare vere e piloti come Doohan, Rainey, Schwantz, Gardner e Lawson. A quell’epoca era uno sport, non la merda di oggi..". Per la cronaca, Stoner tornerà in pista, ma 'solo' per disputare la 8 Ore di Suzuka nel week end del 26 luglio.
ASSEN, DIFENDO ROSSI — Quanto ad Assen e alla spallata Rossi-Marquez dell'ultima curva, Stoner difende il suo 'nemico' Valentino: "Marquez ha provato l'attacco all'interno, ma Valentino ha reagito ed è stato costretto a uscire di pista e attraversare la via di fuga. Onestamente, le gare sono così: Valentino aveva dimostrato di essere l'uomo da battere ad Assen, è stato davanti tutto il week end e quest'anno va veramente forte. È impressionante". Un'altra investitura, ove mai ce ne fosse bisogno, del gran momento di forma di Rossi.

SERIE B: CALENDARI

Caso Catania: organici da riscrivere, slitta l'inizio di serie B e Lega Pro

Retrocessione certa per i siciliani, ma chi prenderà il posto? Il Brescia è primo in graduatoria, ma è coinvolto nella stessa inchiesta, come il Varese. Spera l'Entella



adesso che cosa succede ai campionati? Partiranno regolarmente o il via sarà dato dalla giustizia sportiva? Una risposta potremmo averla già oggi dopo l’incontro tra il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, e il procuratore federale Stefano Palazzi. L’appuntamento servirà a fare il punto della situazione sulle inchieste, ma soprattutto a fissare delle scadenze. Posto che la Serie A è sfiorata dalle inchieste e quindi non dovrebbe avere problemi a partire nel fine settimana 22-23 agosto, come da programmi, i problemi maggiori riguardano B e Lega Pro. È quasi certo che entrambi i campionati non cominceranno prima di settembre.

RIPESCAGGI - L’organico della A è completo, potrebbero esserci alcune squadre penalizzate, ma nessuna allo stato attuale rischia la retrocessione per responsabilità diretta. Diverso il discorso in B e in Lega Pro, dove già adesso sono out le società fallite: Parma e Monza. Gli emiliani proveranno fino all’ultimo a farsi ammettere almeno nella terza serie, i brianzoli sono nei dilettanti. Entro questa settimana la Figc pubblicherà il comunicato con i criteri di ripescaggio (si sa già che sono confermati quelli della passata stagione). Per sostituire il Parma ci si affiderà al comunicato in cui si parla di "vacanza di organico determinatasi all’esito delle procedure di rilascio delle licenze nazionali": si pescherà in una speciale classifica ottenuta tenendo conto dei risultati dell’ultimo campionato (50%), della tradizione (25%) e della media spettatori (25%). In cima a questa classifica c’è il Brescia, che secondo calcoli non ufficiali sarebbe seguito da Ascoli, Varese, Lecce e Reggiana. Il Brescia è coinvolto però nell’inchiesta di Catania: al momento non ha tesserati indagati, ma se dovesse essere penalizzato anche di un punto non avrebbe diritto al ripescaggio (come l’Ascoli fallito nel 2014). Stessa cosa per il Varese, in caso di condanna dei suoi giocatori. Anche in questo caso l’iter non si annuncia breve. Il Catania, per la responsabilità diretta negli illeciti commessi da Pulvirenti, dovrebbe finire all’ultimo posto della classifica 2014-15: la carenza di organico sarebbe determinata da un provvedimento disciplinare e comporterebbe lo scivolamento nella classifica, con la riammissione dell’Entella, che ha perso il playout con il Modena.

CALCIOMERCATO: AFFARE SFUMATO

Dall'elicottero alla spiaggia privata, perché è saltato Gervinho all'Al-Jazira

La Roma contava sui 13 milioni promessi: c'era stato anche lo scambio di fax, prima che le "richieste oscene" dell'ivoriano facessero sfumare la cessione. Ora verrà convocato per il ritiro, ma è irrintracciabile



Sulle "richieste oscene" di Gervinho — così le ha definite un dirigente dell’Al Jazira — ieri è cominciato il solito rincorrersi di voci, un mix tra realtà e leggenda in cui sono finiti dentro, nell’ordine: un elicottero fisso a disposizione, una spiaggia privata, una sistemazione adeguata per la famiglia allargata, un numero imprecisato di biglietti aerei per raggiungere la Costa d’Avorio. Di sicuro c’è che ieri a Trigoria si sono udite bene circa 13 milioni di imprecazioni, tante quanti gli euro che non entrano più in cassa. Gervinho all’Al Jazira è un’operazione saltata. Di definitivo sul mercato al 30 giugno non c’è nulla. Ma il colpo di scena è clamoroso: le due società, nel fine settimana, si erano pure scambiate via fax i documenti, l’accordo era totale. E lo era pure con Gervinho, prima dell’ultimo rilancio dell’attaccante, che ora non si affida più all’agente Pascal Boisseau. E pensare che l’Al Jazira aveva persino liberato per l’ivoriano la casella dei giocatori stranieri (al massimo 4 i tesserabili).
«E ALLORA VIENI IN RITIRO» — Peggio per la Roma, che nel pomeriggio ha contattato una persona vicina a Gervinho (praticamente impossibile mettersi in contatto con l’ivoriano) per comunicargli la convocazione per il raduno del 5 luglio. L’attaccante si presenterà? Troverà ancora un Garcia disposto a "difenderlo" urbi et orbi come un’estate fa con la storia del passaporto scaduto? Tutto da dimostrare. Più semplice capire come la mancata cessione complichi nell’immediato i piani della Roma. La società, nei limiti del Fair play finanziario, può chiudere al massimo con una perdita netta d’esercizio complessiva di 30 milioni di euro entro il 30 giugno 2016. Da Trigoria fanno sapere di essere già al di sotto di quota 30. Ma certo la liquidità derivante da Gervinho avrebbe regalato più flessibilità e tranquillità nelle prossime trattative.

Camorra: ucciso dagli "amici"

Camorra: ucciso dagli "amici", 5 arresti

Vittima prelevò in auto carnefici,cadavere trovato nel Casertano




I Carabinieri hanno arrestato 5 persone ritenute coinvolte nell'omicidio di Raffaele Canfora, 25 anni, ucciso a Ercolano (Napoli) lo scorso 18 marzo nell'ambito di attriti tra gruppi camorristici per il controllo dello spaccio ad est di Napoli.
Si tratta di mandanti ed esecutori materiali dell'omicidio, tra cui figura un giovane allora 17enne. La vittima prelevò in auto gli "amici-carnefici" dal rione Conocal, a Napoli. Fu uccisa a Ercolano e il cadavere trovato nel Casertano.

Pirata strada alla polizia:Sono stato io

Pirata strada alla polizia:Sono stato io

Empoli, pedone rimase travolto e ucciso, automobilista scappò




Si è costituito al commissariato di polizia di Empoli (Firenze) il 'pirata della strada' che la notte di sabato scorso ha travolto e ucciso un 70enne di Fucecchio, Marino Baronti, a Cerreto Guidi. A presentarsi negli uffici un 41enne. Agli agenti ha dichiarato di esserci stato lui al volante del veicolo fuggito dopo l'investimento. Avviati accertamenti per riscontrare il suo racconto.

Ordinato sacerdote in fin di vita

Ordinato sacerdote in fin di vita, morto

Il Papa lo chiamò chiedendogli la prima benedizione



Due mesi e mezzo fa commosse tutta l'Italia quando, ormai in fin di vita per un cancro, in casa sua a Barletta fu ordinato sacerdote. Oggi pomeriggio, Salvatore Mellone, 38 anni, è morto. I funerali saranno domani nella parrocchia del Santissimo Crocifisso, la stessa dove, il 16 aprile scorso, migliaia di persone assistettero in diretta alla ordinazione sacerdotale. Due giorni prima dell'ordinazione ricevette una telefonata da Papa Bergoglio che gli chiese per sé la prima benedizione.

Femore fratturato,operato arto sbagliato

Femore fratturato,operato arto sbagliato

Malasanità in ospedale del Napoletano, vittima uomo di 86enne




Si ricovera in ospedale per una frattura al femore alla gamba sinistra, ma viene operato per errore alla gamba destra. Le figlie di un uomo di 86 anni, originario di Sassari, denunciano l'errore dei medici dell'ospedale Sant'Anna di Boscotrecase (Napoli). Le donne sono entrambe medico e, all'uscita dalla sala operatoria del padre, hanno guardato la ferita alla sua gamba scoprendo l'errore dei medici. Nel reparto si sono sentite le loro urla: "Avete sbagliato gamba".

Procura Torino

Procura Torino, nasce pool immigrazione

Spataro, cambiamenti seguono evoluzione dei tempi



Undici pool diretti da otto magistrati. Sarà organizzata così, dal prossimo 15 settembre, la procura di Torino. "Ci sono cambiamenti che non significano rotture col passato, ma derivano da evoluzioni tecniche e dei tempi", spiega il procuratore capo Armando Spataro, che ha illustrato oggi la nuova organizzazione degli uffici giudiziari subalpini. Tra le novità la nascita di un gruppo specifico dedicato all'immigrazione.

'Mummia' Borgo

'Mummia' Borgo, pm chiede otto condanne

Oggi l'udienza in tribunale a Saluzzo, il 13 luglio la sentenza



E' prevista il 13 luglio, al tribunale di Saluzzo, la sentenza sul caso della 'mummia' di Borgo San Dalmazzo. Il pm Davide Fontana ha chiesto 2 anni per cinque degli otto imputati con l'accusa di occultamento di cadavere. Si tratta dei famigliari di Graziella Giraudo, la 'santona' il cui corpo mummificato è stato nascosto per 18 anni nella sua abitazione, dove secondo l'accusa veniva esposto come una 'reliquia'. Per altre tre persone, accusate di favoreggiamento, la pena chiesta è di 4 mesi.

Elicottero su cavi elettrici

Elicottero su cavi elettrici, due feriti

Trasportati negli ospedali di Padova e Vicenza



I vigili del fuoco sono intervenuti nel pomeriggio a Lonigo per la caduta di un elicottero ultraleggero con a bordo due piloti. Il piccolo aeromobile era decollato da Monticello di Fara. L'ultraleggero LH212 Delta, dopo aver toccato dei cavi elettrici, è precipitato in un vigneto a pochi metri da un'abitazione. Uno dei due è stato elitrasportato all'ospedale di Padova l'altro in ambulanza a Vicenza.

Meteo, arriva il caldo africano

Meteo, arriva il caldo africano, afa in Europa

'Evento di notevole portata, verso i 38-40 gradi al Centronord



Una intensa ondata di calore africana investirà l'Italia per tutta la prima decade di luglio, le aree più colpite saranno quelle del Nord, quelle centrali tirreniche e la Sardegna dove nei prossimi giorni si potranno anche toccare punte di 38-40 gradi. Sono queste le previsioni per i prossimi giorni di 3bmeteo.com. "Si tratterà di un evento di notevole portata, paragonabile come intensità a quello dell'estate 2003 che interesserà non solo l'Italia ma anche buona parte dell'Europa centro-occidentale, inglobata in un enorme anticiclone africano", spiega il metereologo Edoardo Ferrara. "La fiammata africana non coinvolgerà invece in modo diretto il Sud - aggiunge - dove il caldo sarà per così dire di normale amministrazione, anche i versanti adriatici non sperimenteranno temperature particolarmente elevate".


- Le autorità spagnole e portoghesi hanno innalzato il livello di allerta meteo a causa l'ondata di calore soffocante arrivata dall'Africa, con temperature spesso superiori ai 40 gradi. Nei due paesi è stato elevato anche il grado di allerta per il rischio incendi. In Portogallo il 54% del territorio era in situazione di grave siccità già alla fine di maggio. AMadrid come nell'Alentejo portoghese il termometro oggi dovrebbe superare i 41 gradi.

I fiumi di Marte...........

I fiumi di Marte più recenti del previsto

Lo testimoniano i depositi di detriti simili a quelli terrestri




I fiumi che scorrevano sulla superficie di Marte potrebbero essere piu' recenti del previsto. E' quello che fanno supporre i detriti trovati in un 'giovane' cratere, con meno di un milione di anni: la loro formazione e' stata ricostruita in laboratorio da un gruppo di geologi dell'Universita' di Utrecht, nei Paesi Bassi, e descritta sulla rivista Nature Communications.

Con una serie di esperimenti, i ricercatori hanno simulato lo scorrimento di corsi d'acqua pieni di ciottoli, sabbia e argilla. ''Abbiamo visto che se questi flussi scorrono con una certa frequenza, i detriti tendono ad accumularsi formando dei coni alluvionali molto simili a quelli trovati su Marte'', spiegano i geologi. 

La loro attenzione si e' focalizzata sul cratere Istok, formato da un impatto avvenuto sulla superficie del pianeta rosso poco meno di un milione di anni fa. Al suo interno sono visibili alcuni coni alluvionali, mentre sulle pareti sono riconoscibili delle colate di detriti molto simili a quelle ricostruite in laboratorio e a quelle che si trovano sulla Terra, nelle zone montuose. ''Queste colate sono cosi' ben conservate - spiegano i ricercatori - che ci hanno permesso di scoprire quanta acqua le ha trasportate e con che frequenza scorreva''.

Secondo le stime, il flusso di acqua era di pochi centimetri, o al massimo decimetri, e scorreva con una periodicita' di alcuni anni. La sua formazione sarebbe dovuta allo scioglimento di neve e ghiacci presenti in quantita' piu' abbondanti del previsto. Il fenomeno si sarebbe verificato in periodi piu' caldi dovuti alla particolare inclinazione del pianeta rispetto al Sole. 

In queste condizioni, i raggi solari avrebbero scaldato le calotte polari facendole sublimare: l'atmosfera marziana sarebbe cosi' diventata piu' densa, dando vita a precipitazioni anche nevose. Lo scioglimento della neve sulle pareti dei crateri avrebbe infine generato questi flussi d'acqua e detriti. ''Ora su Marte l'ambiente e' secco, ma fra alcune centinaia di migliaia di anni il pianeta riassumera' di nuovo quella inclinazione - affermano i geologi - e questo potra' far ricomparire acqua liquida e colate di detriti''.

Tunisia: attentatore era stato animatore

Tunisia: attentatore era stato animatore in resort Sousse

Ministro turismo, forse pure in un hotel della strage, direzione lo esclude



Sono sette le persone arrestate dalla polizia perchè sospettate di appartenere ad una cellula terroristica legate a Seifeddine Rezgui, l'autore della strage nel resort di Sousse dove sono morte 38 persone. Lo riferisce una fonte vicina alle indagini. Tra gli arrestati, che al momento vengono interrogati dalla polizia, due sono stati arrestati a Sousse, uno a Tunisi e un altro a Kasserine. Gli altri sono stati fermati ieri. Il ministro dell'Interno tunisino Najem Gharsalli ha annunciato una serie di arresti di persone appartenenti ad una cellula terroristica legate a Seifeddine Rezgui, autore della strage di Sousse di venerdì scorso. "Abbiamo cominciato ad arrestare un primo gruppo, il cui numero è rilevante, di una rete che sta dietro a questo criminale terrorista", ha detto.
Seifeddine Rezgui avrebbe fatto in passato l'animatore in alcuni villaggi della zona e potrebbe aver lavorato pure all'Hotel Riu Imperial. Lo ha lasciato intendere il ministro del turismo di Tunisi spiegando che questo potrebbe essere il motivo per cui sapeva come muoversi nella struttura. La direzione dell'hotel ha escluso che sia mai stato impiegato alle sue dipendenze. Secondo le prime ricostruzioni - confermate anche da un video su Youtube del 2010 - era un amante della break-dance.
"L'attentatore dell'Hotel Riu Imperial autore della strage di Sousse, non era solo e non è arrivato dal mare, bensì con un'utilitaria". Lo ha affermato questa mattina il ministro del turismo tunisino Selma Elloumi Rekik a Radio Montecarlo affermando che gli inquirenti sono al lavoro per tentare di scoprire la dinamica esatta dell'accaduto.
Intanto a collaborare alle indagini anche 16 ufficiali di Scotland Yard.
Le autorità tunisine sono intanto alla ricerca dei complici del 24enne Seifeddine Rezgui, autore della strage di venerdì scorso al resort di Sousse. Lo ha affermato il portavoce del ministero dell'Interno tunisino Mohamed Ali Aroui. sono gia' stati sentiti il padre e tre dei suoi compagni di stanza universitari a Kairouane dove il giovane studiava. Recuperato in mare anche il telefonino dell'assaltatore. Hakim Rezgui, padre dell'uomo, dice di essere scioccato dalle azioni di suo figlio e di non sapere assolutamente "chi possa aver messo in testa queste idee al figlio"
Il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, quello inglese Theresa May e quello tedesco Thomas de Maizière, saranno in Tunisia per una visita ufficiale. I ministri si recheranno insieme sui luoghi dell'attentato, all'hotel Riu Imperial Marhaba di Sousse, per rendere omaggio alle vittime e poi terranno una riunione di lavoro congiunta alla quale seguirà una conferenza stampa. Lo rende noto un comunicato dell'ambasciata di Francia in Tunisia.

lunedì 29 giugno 2015

CALCIOMERCATO: TORMENTONE POGBA

Laporta: "Pogba al Barcellona? La chiave è Raiola. E Abidal ci aiuterà"

Il candidato alla presidenza del club catalano sull'acquisto dello juventino: "Abbiamo buoni rapporti con l'agente e Abidal conosce personalmente il giocatore. Ma io non ho ancora parlato con la Juve: non posso farlo"



Josep Bartomeu era venuto allo scoperto, Joan Laporta cavalca l'onda: in tempo di elezioni presidenziali, il mercato si gioca su strategie diverse a Barcellona. Così anche l'altro candidato presidente ammette pubblicamente l'interesse per Paul Pogba e, anzi, spiega come potrà andare avanti la trattativa che porterebbe il francese a giocare in Liga dall'estate del 2016, visto che fino a fine anno la Fifa ha imposto ai catalani il veto di tesserare nuovi calciatori.

LA SITUAZIONE — "Noi crediamo che la chiave per il trasferimento di Pogba sia Raiola - ha spiegato Laporta ad As - Con Raiola abbiamo buoni rapporti sia io che Abidal. E Abidal conosce personalmente Pogba". Insomma, questione di relazioni, soprattutto con l'agente, più che di soldi, a quanto pare: Laporta non cita Braida, che pure sta portando avanti la trattativa con Marotta, come confermato dalla cena di domenica sera. "Finora - dice Laporta - non ho parlato né con la Juve né con il giocatore perché come candidato non posso farlo. Ma posso dire che Pogba si adatterebbe perfettamente al nostro stile di gioco e potrebbe aggiungere la sua qualità tecnica e la sua forza. È un giocatore che non ti lascia indifferente e che ha un grande potenziale a livello d'immagine".

CALCIOMERCATO: JUVENTUS

Juventus, serve un 10 da... Oscar: solo un big può sostituire Tevez

Il brasiliano del Chelsea e Isco nel mirino di Allegri, ma occhio anche a Jovetic. Se non arriverà un trequartista di grande nome, la maglia più nobile resterà senza padrone



Questione di classe e di personalità. La maglia numero dieci della Juventus non è un capo d’abbigliamento che possono indossare tutti. L’hanno avuta sulle spalle stelle come Sivori, Platini, Baggio e Del Piero, non può finire a un giocatore qualunque. Per questo con l’addio di Tevez, l’ultimo ad aver avuto l’onore di vestirla, rischia di rimanere senza padrone. Perché la dieci è troppo pesante per finire a uno dei nuovi acquisti come Zaza e Dybala, che rischierebbero di rimanere schiacciati dal suo peso.

Per questo la Juventus la metterà in naftalina, a meno che non arrivi un giocatore con il pysique du role giusto per diventarne il nuovo proprietario. Per essere un vero dieci ci vogliono fantasia e carisma, bisogna saper essere imprevedibili e anche capaci di decidere le partite da soli. Tevez in due anni ha dimostrato di saperlo fare, ora che andrà via potrà lasciarla in dote solo a un altro della stessa caratura. Un trequartista, ovvero l’uomo che Massimiliano Allegri ha chiesto esplicitamente alla dirigenza bianconera per fare il salto di qualità in Europa.

I SOGNI OSCAR E ISCO — La ricerca è partita da tempo, i nomi si conoscono già: in cima alle preferenze dell’allenatore c’è Oscar, 23 anni, brasiliano del Chelsea. Segue a ruota Isco, spagnolo del Real Madrid: stessa età, stesso ruolo e stessa situazione da quasi separato in casa con la squadra attuale. Loro sì che non avrebbero problemi a portare la numero dieci. Solo che tutti e due costano tantissimo (almeno una quarantina di milioni) e il secondo è blindato da una clausola da 150 milioni. Quindi inavvicinabili, sembrerebbe, anche perché la Juve ha già speso una bella somma (circa 65 milioni tra Dybala, Mandzukic e il riscatto di Pereyra, che saliranno a 80 con i 15 per Zaza) e non ha intenzione di fare follie. La chiave potrebbe essere una cessione (Llorente è il primo nella lista dei partenti: su di lui Liverpool, Wolfsburg e pure Monaco se non riuscirà a prendere Destro) oppure l’inserimento nella trattativa di una contropartita tecnica. Per esempio Vidal per il Real, che piace a Benitez (e secondo i giornali inglesi interessa anche all’Arsenal, pronto a offrire 30 milioni di euro). Il problema è che il Real potrebbe rispondere chiedendo in cambio Pogba, che però la Juve vorrebbe tenere ancora un’altra stagione. A quel punto l’affare si potrebbe fare solo se, oltre a Isco, la Casa Blanca rinunciasse al diritto di riacquisto su Morata (esercitabile dall’estate 2016 e per due anni) e mettesse sul piatto una trentina di milioni.

JOVETIC SOLO IN PRESTITO — Un altro nome da dieci è quello di Stevan Jovetic, montenegrino, 25 anni, ora al City dopo cinque anni alla Fiorentina, nel mirino di Inter e Roma. La Juve però ha delle perplessità sulle sue condizioni fisiche, per questo non ha mai fatto esplicita richiesta al City, club col quale ha ottimi rapporti (Marotta e il d.g. Ferran Soriano si sono sentiti spesso in questi giorni per Pirlo, visto che il City è proprietario dei New York City). Jo-Jo potrebbe arrivare solo in prestito gratuito (o quasi). Potrebbe essere un affare dell’ultima ora. Mercoledì l’agente del montenegrino sarà a Milano per parlare con le varie pretendenti, ma non è in agenda un incontro con Marotta. La Juve intanto tiene d’occhio anche altri candidati: Salah, Cuadrado, Hamsik e Praet. La caccia al nuovo numero dieci è appena cominciata. Se non arriverà il giocatore giusto la maglia resterà senza padrone, come era accaduto dopo l’addio di Del Piero: Giovinco non era pronto per raccogliere l’eredità di Ale e la Juve per un anno non la assegnò. Aspettava Tevez, così come ora aspetta un fantasista da dieci.

CALCIOMERCATO: ROMA

Roma, niente Monaco per Destro. A rischio anche la cessione di Gervinho

Salta l'accordo per il trasferimento del centravanti nel Principato: ora si valutano le proposte di West Ham, Crystal Palace e Fiorentina. L'Al Jazira si tira indietro per l'ivoriano sia per la valutazione del cartellino (13 milioni), sia per l'ingaggio dell'attaccante



La Roma scopre quant'è difficile sfoltire la rosa: sembrava tutto fatto per le cessioni di Destro al Monaco e Gervinho all'Al Jazira, ma entrambe le operazioni non si sono concluse. La prima è saltata, la seconda è a forte rischio.

DESTRO — Niente accordo fra il Monaco e Mattia Destro. L'affare subisce una brusca frenata e l'operazione, almeno per il momento, sfuma, anche perché manca pure l'intesa tra i due club. Gli agenti del calciatore hanno sul tavolo un paio di proposte dalla Premier League (Crystal Palace e West Ham), ma al giocatore non dispiacerebbe restare in Italia. La Fiorentina è alla finestra e potrebbe farsi avanti per il centravanti classe '91 in caso di partenza di Mario Gomez. Più difficile da percorrere l'ipotesi Sampdoria, nonostante gli ottimi rapporti sia con la Roma che con l'entourage del calciatore.
GERVINHO — Doveva essere il giorno dell'ufficialità, rischia di essere il giorno che rovinerà la prima parte del mercato della Roma. Perché a Trigoria erano convinti di chiudere oggi (per metterla a bilancio entro domani) la cessione di Gervinho all'Al Jazira: 13 milioni al club, oltre 4 all'anno al giocatore che liberava così la Roma dal suo stipendio da quasi 3 milioni netti. Pallotta e Sabatini erano pronti a brindare, ma l'affare adesso è a rischio: l'Al Jazira non vuole più pagare una cifra così alta per il giocatore e, soprattutto, non ha intenzione di assecondare le richieste di Gervinho e del suo entourage, definite "oscene". Secondo il sito "sport360.com", fonti del club di Abu Dhabi avrebbero detto: "Per noi è meglio tirarci fuori che continuare a trattare con un giocatore che potrebbe crearci problemi nello spogliatoio". Al momento, quindi, trattativa fortemente a rischio, anche se Sabatini proverà a ricucire lo strappo.

SERIE B: CATANIA

Catania, Pulvirenti ha confessato: "Comprate cinque partite"

Il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, al termine dell'interrogatorio al presidente del club: "Lo ha fatto per salvare il Catania, ma ha negato di avere fatto scommesse"



"Antonino Pulvirenti ha confermato di avere comprato le partite di calcio a partire dalla gara Varese-Catania e di averle comprate a 100 mila euro l'una".

Lo ha detto il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, facendo riferimento al lungo interrogatorio a cui si è sottoposto questa mattina il presidente del Catania. "Lo ha fatto per salvare il Catania", ha aggiunto Salvi, che ha poi precisato che Pulvirenti "ha negato di avere fatto scommesse".

Nessuna menzione invece riguardo la gara contro l'Avellino. Le partite "combinate" sono Varese-Catania, Catania-Trapani, Latina-Catania, Ternana-Catania, Livorno-Catania. Il procuratore ha fatto riferimento a "Impellizzeri che è per noi un punto importante, centrale perché sono stati sequestrati 100 mila euro in contanti nella sua abitazione si è avvalso della facoltà di non rispondere". "Adesso completeremo le indagini anche con il contributo che abbiamo avuto da Pulvirenti", ha concluso Salvi.

COSENTINO — Ma Pulvirenti non è stato l'unico ad essere interpellato dal gip Fabio Di Giacomo: alle 11 è stato ascoltato anche Pablo Cosentino, amministratore delegato del Calcio Catania: "Non so nulla di combine, sono estraneo a tutti i fatti che mi contestate, se lo avessi fatto sarei stato un folle e se lo ha fatto Pulvirenti è un folle lui". Cosentino ha infine aggiunto: "Non conosco nessuno degli altri indagati, tranne Delli Carri col quale avevo rapporti di lavoro". L'avvocato di Cosentino, a margine dell'interrogatorio, ha infine commentato le intercettazioni che riguardano il suo assistito, definendole "irrilevanti".

NUOVE FORZE CALCIO: GIOVANISSIMI NAZIONALI

Finale Giovanissimi: scudetto all'Inter dopo i supplementari, 4-3 al Parma

A Chianciano Terme i ragazzi del 2000 si fanno onore nell'ultima gara della storia del club gialloblù: Minari su rigore e Adorante firmano il 2-2 nel finale, Tintori nega il 4-4 e i rigori



Niente favola Parma a Chianciano Terme: lo scudetto Giovanissimi finisce all'Inter, ma ci vuole ben più del previsto, 4-3 ai tempi supplementari, dopo doppia rimonta nel finale di un secondo tempo da 35', da 0-2 a 2-2. Inter in vantaggio al 7' con Esposito, raddoppio in mischia di Merola, tiro al volo a due passi da Adorni, in posizione sospetta. Al 22' della ripresa il Parma accorcia su rigore: Adorante lascia la battuta a capitan Minari, che trasforma: si rifarà subito dopo, il centravanti che piace a tanti, segnando al 31', di testa, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, il gol che vale i supplementari. Ma al primo minuto del primo, malinteso difensivo del Parma, e il fratellino di Gnoukouri di testa firma il 3-2. E il 2001 Sakho, subentrato per tenere il risultato, chiude i conti pochi minuti dopo, o almeno così sembra, almeno fino al finale del secondo supplementare: Somian mette in rete il 3-4 a 3' dalla fine, poi il portiere nerazzurro Tintori salva il vantaggio nell'azione successiva. Inter in festa, Parma che esce tra gli applausi: da questa sera, la loro squadra non esiste più.
PARMA-INTER 3-4 
PARMA Adorni, Castelluzzo (Mattioli 14’ st), Mayingi Tomo (Russo 2’ st sup.), Ghion, Barilla (Crescenzi 16’ st), Minari, Guehi, Romeo (Delle Donne 16’ st), Adorante (Somian 1’ st sup.), Gyabuaa, Calegari. A disposizione: Corvi, Schiaretti, Crescenzi, Mora, Delle Donne, Marchini, Mattioli, Russo, Somian. Allenatore: Neri.
INTER Tintori, Grassini, Lunghi, Schirò, Bettella, Rizzo, Esposito (Battilana 5’ st sup.), Gavioli, Merola (Pelle 1’ pt sup.), Patacchini (Sakho 28’ st), Gnoukouri. A disposizione: Aglietti, Montecchio, Guedegbe, Battilana, Caputo, Sakho, Amabile, Pelle, Vergani. Allenatore: Bellinzaghi.
ARBITRO Finzi di Foligno
MARCATORI Esposito 8’pt (I), Merola 15’pt (I), Minari rig. 25’st (P), Adorante 30’ (P); Gnoukouri 1’ pts (I), Sakho 4’ pts (I), Somian 7’sts (P)

MOTOGP

Rossi: "Il titolo mondiale? È dura. Ma ho una chance!"

Il pesarese ospite d'onore al Festival della Velocità di Goodwood per i 60 anni della Yamaha: "Lorenzo e Marquez sono forti ma ho la moto migliore e me la gioco anch'io. Il contatto con Marc? Diciamo che a lui piace il contatto"



Valentino Rossi superstar al Festival della Velocità di Goodwood, in Inghilterra. L'italiano ha partecipato in onore del 60° anniversario della Yamaha ed è ovviamente stato un grande successo di pubblico. Soprattutto all'indomani della strepitosa vittoria di Assen dopo un duello a sportellate con Marc Marquez: "Potevo forse presentarmi qui oggi dopo un quinto o un sesto posto?" ha detto scherzando il nove volte iridato.

BATTAGLIA — Davanti a migliaia di appassionati Rossi ha parlato ovviamente del GP di ieri e delle prospettive iridate, non risparmiando un'ulteriore stoccata a Marquez: "È stata una bellissima battaglia - ha detto - ho dato il massimo ed è andata bene. Il contatto con Marquez? Diciamo che a lui piace il contatto... Io comunque ero pronto, ho fatto un sacco di allenamenti sulla ghiaia quindi nessun problema".

TANTO TEMPO FA — Sul Mondiale: "Non vinco dal 2009, tanto tanto tempo fa - ha detto ironico - scherzi a parte, credo che quest'anno la vittoria non sarà facile. Lorenzo sta facendo un lavoro fantastico e ha pure vinto 4 gare consecutive. Marc è forte e adesso sembra aver ritrovato velocità, ma per fortuna è molti punti indietro in classifica e questo è importante. Però ho una chance di vincere, questo sì. Sarà una battaglia per tutte le prossime gare".