lunedì 15 giugno 2015

CALCIO: ROMA

Roma, Pallotta presenta il piano stadio: "Ma i razzisti restano fuori"

Il presidente: "Lavori al via tra sei mesi, 22-24 per finire anche le infrastrutture". Investimento complessivo da un miliardo di euro, 52.500 posti estendibili a 60.000




Oltre un miliardo di euro per l'investimento complessivo, 400 milioni stanziati solo per lo stadio (da 52.500 posti a sedere estendibili a 60mila), 4.750 posti di lavoro creati: James Pallotta, insieme al ceo di Eurnova Luca Parnasi e a tutti i responsabili del progetto "Stadio della Roma - Tor di Valle" presenta il piano definitivo per il nuovo impianto e per la riqualificazione dell'area. In attesa di una nuova conferenza dei servizi in Comune e prima della consegna del progetto in Regione, Pallotta dice: "Se vogliamo competere per diventare un top club nel mondo abbiamo bisogno di uno stadio di proprietà. Questo stadio sarà una struttura importantissima in Italia per decenni, intanto voglio congratularmi con squadra e tifosi - con i quali non ho nessun problema, va bene dialogare ma noi vogliamo uno stadio tranquillo, senza violenza e razzismo, su questo non c'è dialogo - per la stagione che hanno fatto e vogliamo regalare a Roma e ai romani le strutture che meritano. Non abbiamo mai chiesto un euro al Comune di Roma, troveremo e stiamo trovando i fondi e saranno tutti privati".
UEFA E INTRATTENIMENTO — Accanto a Pallotta c'è Riccardo Viola, figlio dell'ex presidente Dino e presidente del Coni Regionale: "Roma guarda al futuro - dice - e mi riferisco anche all'Olimpiade. Qualche giorno fa pensavo a una frase di Dino Viola che parlava di uno stadio per Roma e per i romani. Si era arenato il discorso nel 1987, adesso lo stiamo riprendendo". Assente Dan Meis per colpa di un ritardo aereo, l'architetto Libeskin ha presentato il progetto di Tor di Valle, paragonando le 3 torri che sorgeranno a quelle di New York, Londra e Dubai e che si vedranno già dall'aeroporto di Fiumicino. Il capoprogetto, Mark Pannes, ha parlato di "un campus che permetterà ai romanisti e ai romani di vivere lo sport e l'intrattenimento per 365 giorni: c'è lo stadio, ci sono un anfiteatro interno e esterno e tante strutture sfruttabili tutto l'anno. Lo stadio corrisponde a tutti gli standard Uefa e ci sarà la nuova Trigoria che sarà la struttura di allenamento più all'avanguardia del mondo. Sarà uno stadio ecologico e sicuro e le famiglie e i bambini potranno venire serenamente". Per Parnasi "questo progetto farà ripartire Roma e tutto il mondo ne sta parlando, ci sono decine di imprenditori che vogliono farne parte. C'è un po' di scetticismo - ammette Parnasi - ma con coraggio, passione e un po' di lucida follia noi vinceremo questa sfida".
INTROITI E INIZIO DEI LAVORI — Pannes parla di Uefa, Pallotta spiega che quando si è discusso di fair play finanziario il governo europeo del calcio "ha considerato lo stadio in maniera positiva, non era un argomento cruciale, ma nei prossimi 3-5 anni lo stadio darà alla Roma la possibilità di rispettare i parametri Uefa e di crescere nel mondo. La Roma - dice ancora Pallotta - è proprietaria dello stadio attraverso una holding perché era l'unico modo per finanziare il progetto. Gli introiti dello stadio sono a favore del club in ogni singola attività e non tutti andranno a finanziare il mercato, anche se vogliamo continuare a portare grandi giocatori a Roma. Nel giro di un anno gli introiti del club aumenteranno notevolmente, ci vogliono circa 6 mesi per iniziare i lavori e prima di aprire lo stadio dobbiamo completare tutte le infrastrutture, ci vorranno circa 22-24 mesi. La burocrazia italiana? Non ci è sembrata così male, ci sono grossi problemi anche in altri paesi... Sono certo che rispetteremo i tempi previsti, i ritardi che ci sono stati (circa 2 mesi) erano contemplati, anche se all'inizio pensavamo che il Comune fosse un po' più rapido". Nessuna preoccupazione da parte di Pallotta per le inchieste di Mafia capitale: "Siamo sereni, questo progetto è importante per tutta Italia perché il mondo deve capire che qui si può investire. Roma deve darsi una mossa".

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