Götze strizza l'occhio alla Juventus: "Non c'è niente da dire... per ora"
Il fantasista del Bayern sulle voci che lo vorrebbero vicino ai bianconeri: "Sono una grande squadra, ma per ora non voglio commentare". Chiusura invece da parte di Oscar: "Si è parlato di Juve, ma voglio restare al Chelsea"
Götze alla Juventus è sempre meno una suggestione. Il fantasista del Bayern Monaco, accostato ai bianconeri in concomitanza con l'ormai prossima cessione di Vidal proprio ai bavaresi, è stato raggiunto da Goal.com e commenta così la scorsa stagione della Juve: "Se è arrivata a giocare una finale di Champions non è un caso, vuol dire che hanno disputato una grande stagione. Negli ultimi anni sono riusciti a vincere tanti titoli, sono una grande squadra". E a precisa domanda circa un possibile futuro in bianconero, lascia più di una porta aperta: "Per ora non voglio commentare perché non c'è nulla da dire... Per ora? Sì, per ora", ha concluso ridendo. Götze infine, se non ammette la liaison con i bianconeri, comunque fatica a nascondere la voglia di cambiare aria: "Penso che giocare all'estero potrebbe essere un'esperienza positiva. Una nuova lingua, una nuova cultura... potrebbe piacermi. Ma come detto – conclude Götze – sono appena all'inizio della mia carriera e vedremo cosa mi riserverà il futuro".
OSCAR CHIUDE — Per un trequartista che strizza l'occhio alla Juve, ce n'è un altro che esclude (almeno apparentemente) ogni eventualità di trasferimento a Torino. Parliamo di Oscar, brasiliano del Chelsea per cui qualche settimana fa si era speso positivamente Allegri in persona. In un'intervista all'inglese Sky Sports News, Oscar è chiaro: "Non ho mai considerato l'ipotesi di un trasferimento alla Juventus. So che se ne è parlato tanto, ma sono molto, molto felice al Chelsea". E aggiunge: "L'anno scorso ho firmato un nuovo contratto e questo significa che voglio rimanere a lungo al Chelsea. Non sono mai stato turbato da quello che è stato detto". Allegri si metterà l'anima in pace.
Il mercato della Juventus passa dalla Germania, più precisamente da Monaco di Baviera. Dopo essersi accordati per la cessione del cileno Arturo Vidal al Bayern di Guardiola, i bianconeri stanno trattando proprio un giocatore in forza ai campioni di Germania: Mario Gotze.
JA - Rummenigge ha già detto sì, dando l'autorizzazione a trattare direttamente con il calciatore, al quale Marotta offre un ingaggio da 6 milioni di euro netti all'anno. Secondo la Gazzetta dello Sport, per il trasferimento di Gotze in Italia ci sono un paio di strade percorribili: la prima è quella di un prestito biennale oneroso con diritto di riscatto obbligatorio e contro-riscatto in favore del Bayern, la seconda è quella che i bianconeri hanno già adottato con il Real Madrid nell'ambito dell'operazioneMorata, l'ormai famosa 'recompra' che di fatto lascia in mano al giocatore la scelta finale.
PIANO B - La prima alternativa per vestire la maglia numero 10 della Juventus è un altro tedesco: Julian Draxler. Lo Schalke 04 ha già fatto sapere di non voler trattare sulla base di un prestito con diritto di riscatto, allora la Juve starebbe studiando una nuova proposta, che però tenga sempre conto dei dubbi legittimi sulle condizioni fisiche di Draxler. Il giocatore piace molto, è giovane (classe 1993) e soprattutto duttile: ottimo attaccante esterno, trequartista di gamba e anche qualità. È il piano B rispetto a Gotze, ma rappresenterebbe comunque una scelta di primissimo livello. Resta infine viva l’ipotesi Cuadrado, ma solo se il Chelsea dice sì a un prestito molto poco oneroso.
Pogba-Vidal, c'è l'ultimatum: la Juve aspetta fino al 31 luglio
I bianconeri accetteranno offerte per cedere i due gioielli del centrocampo non oltre la fine del mese
Un giorno in Spagna, un altro in Inghilterra: Fernando Felicevich, agente di Arturo Vidal, viene avvistato un po’ ovunque, descritto fra l’altro come particolarmente impaziente di regalare una nuova avventura tecnica al guerriero di Santiago del Cile. Altrettanto frizzante, va detto, il fronte Pogba, con le corazzate europee che a turno mandano messaggi e sventolano cifre da manicomio sotto il naso del fortissimo centrocampista francese. Secondo la stampa inglese, però, il Manchester City avrebbe fatto un passo indietro, ritenendo esagerate le presunte richieste bianconere, ovvero 100 milioni di euro per il cartellino. Le indiscrezioni del Daily Mail semplificano di fatto la rincorsa di Barcellona e Paris Saint Germain verso Pogba, fermo restando la politica di Marotta: «Non cediamo i nostri pezzi migliori, a meno che non siano i ragazzi stessi a chiedere di andarsene. Oltretutto, non abbiamo la necessita di fare cassa, e quindi gli eventuali pretendenti non potranno aspettarsi sconti di nessun tipo».
DEADLINE — Insomma, chiunque voglia andarsene dovrà presentarsi da Marotta forte di un’offerta concreta e sostanziosa: Pogba costa non meno di 80 milioni, Vidal 30-35 milioni. E c’è una scadenza: per certi calibri, infatti, l’a.d. bianconero riceverà gli eventuali pretendenti non oltre il 31 luglio, in pratica fino al termine della parte più dura della preparazione, e a 8 giorni dall’esordio ufficiale, Supercoppa italiana a Shanghai contro la Lazio. Cambia poco per il Barcellona (il 19 luglio sapremo chi sarà presidente fra Bartomeu e Laporta), che comunque non potrebbe portare in Spagna il ragazzo prima dell’anno prossimo. Dovesse invece partire un big, Marotta dirotterebbe immediatamente attenzioni e soldi su Oscar e Cuadrado in particolare, andando in seconda battuta alla ricerca di un altro difensore di livello internazionale.
Un 10 per la Juve. Il ritorno di Tevez al Boca Juniors lascia senza padrone lo storico numero di maglia appartenuto ai vari Sivori, Platini, Baggio e Del Piero. Il trono rischia di restare vuoto per un anno, specialmente nel caso in cui Vidal e Pogba rimanessero entrambi a Torino. Ai nomi di Oscar e Isco si affianca quello di Gotze: secondo Tuttosport, i bianconeri hanno effettuato un sondaggio per il trequartista tedesco del Bayern Monaco, che costa 40 milioni di euro per il cartellino e 7 milioni all'anno d'ingaggio. Sugli esterni le piste alternative portano invece a Cuadrado, Gaitan o de Bruyne.
MERCATO IN DIFESA - Un altro giocatore del Bayern che interessa alla Juventus è Benatia. Il nazionale marocchino ex Roma apre ai bianconeri. "Che onore!". Marotta ci prova, le alternative sono Abdennour (Monaco) e Nastasic (Schalke). Benatia piace pure al Real Madrid come possibile erede di Sergio Ramos in alternativa a Bonucci. Quest'ultimo è però pronto a legarsi ai bianconeri: secondo la Gazzetta dello Sport, al 28enne difensore della Nazionale è stato proposto un nuovo contratto quadriennale da 3,5 milioni più bonus a stagione, con la possibilità di arrivare fino al 2020. In uscita Ogbonna è a un passo dal West Ham per circa 11 milioni di euro, al suo posto dall'Empoli è già tornato Rugani, prodotto del settore giovanile bianconero che rimarrà alla corte di Allegri.
Poker e beneficenza vanno spesso a braccetto. E questa volta è l'organizzazione Three Square, che per ogni dollaro guadagnato riesce a fornire tre pasti a un bisognoso. Le Charity Series Of Poker necessitano di pubblicità e ci hanno pensato due campioni del calibro di Anthony Zinno e Gavin Smith. I due hanno infatti dato luogo per scommessa a uno degli spettacoli più comici (e raccapriccianti) mai visti in un casinò: Zinno ha affondato la propria faccia tra le pieghe del petto del tutt'altro che smilzo collega. Ma è una scena che vale $200, cioè 600 pasti, quindi ha tutte le ragioni di essere considerata bellissima!
Un acquazzone tremendo si è abbattuto ieri su Las Vegas, costringendo a rimandare le World Series. E Melanie Weisner è ancora nei guai: stavolta la accusano di collusion.
Piove, governo ladro!
Lo si capisce quando si vede il soffitto del RioCasino cedere e lasciar piovere sui tavoli pronti a ospitare il Main Event WSOP. Per la prima volta nella storia delle World Series, infatti, un torneo è stato rinviato per colpa della pioggia, mentre i giocatori - tra divertimento e preoccupazione - hanno inondato a loro volta la rete di immagini e video:A Las Vegas difficilmente il sole viene oscurato dalle nuvole, ma quando accade generalmente sono guai. E così, nella giornata di ieri, un violentoacquazzone s'è abbattuto sulla Città del Peccato, che evidentemente non è avvezza a questo genere di precipitazioni e infatti è caduta nel caos.
Da segnalare che l'impresa di Massimo Mosele si è purtroppo interrotta sul più bello. Il suo nono posto nell'evento Lucky Sevens vale però un premio di $40.000 che consoleranno certamente il grinder torinese dalla mano sfortunata che lo ha estromesso (KQ short da cutoff, trova AQ su small blind).
Non arrivano buone notizie, infine, dal Day 1B del Main Event, per i giocatori azzurri. Fuori Fabio Coppola e Marcello Miniucchi, l'unico italiano ad accedere al day 2 con un buono stack è Mariano Martiradonna, che ha circa 72k chips. Dovrebbero essere ancora dentro Mustapha Kanit e Andrea Dato, ma purtroppo entrambi ripartiranno short nel prossimo day, proprio come SergioCastelluccio. Ci aspetta un day 2 di passione...
Pillole al gusto di poker
Melanie Weisner accusata di collusion
Jack Salter non è noto per la simpatia, ma quantomeno è uno che non ha mai paura di dire le cose come stanno. La sua ultima crociata è rivolta contro Melanie Weisner e Dylan Wilkinson, autori a suo dire di un fine accordo che rientra nel novero delle collusion pokeristiche. I due, secondo Salter, si iscrivono sempre agli stessi Sit'n'Go, pappandosi i giocatori short alternando soft e hard play all'occorrenza. Accuse che vanno provate, certamente, tuttavia la Weisner se n'è tirata fuori soltanto per metà: nega di aver mai effettuato collusion, ma ammette di essersi scambiata il 20% delle quote con Wilkinson, il che genera ovviamente un chiaro conflitto d'interessi. A giustificazione della bella Melanie resta comunque il fatto che quella di scambiarsi le quote è un'usanza piuttosto comune a Las Vegas. Forse un po' troppo comune quando si pensa che il poker dovrebbe essere uno sport fortemente individuale...
Juventus, Ogbonna verso il West Ham: Isla verrà valutato da Allegri
Il difensore verrà ceduto al club inglese per 11 milioni di euro, il laterale cileno, di ritorno dal Qpr, farà il ritiro coi bianconeri e potrebbe restare
Il West Ham ha vinto il derby inglese con l'Everton per Angelo Ogbonna: il difensore della Nazionale a ore lascerà la Juventus per andare a giocare a Londra, i bianconeri incasseranno 11 milioni di euro, sufficienti per iscrivere a bilancio anche una plusvalenza. Torna da Londra invece Mauricio Isla, reduce dal prestito al QPR, e dalla Copa America vinta: almeno per il momento non partirà di nuovo, Allegri lo porterà in ritiro e valuterà se tenerlo in rosa.
Gli anabolizzanti destinati a bodybuilder bresciani
Tre persone sono state arrestate, una quarta raggiunta da obbligo di dimora e 25 sono indagate in un'inchiesta della Procura di Brescia su un presunto traffico illecito di sostanze dopanti e anabolizzanti destinati alle palestre bresciane. Coinvolte anche alcune farmacie dove sarebbero stati comprati farmaci con ricette mediche false. I carabinieri del Nas hanno sequestrato le fiale contenenti il doping e che finivano ai bodybuilder bresciani.
Nel Napoletano, vittima ha 23 anni. Indagini dei carabinieri
Un uomo è morto e un altro è rimasto gravemente ferito in una sparatoria nel mercato ortofrutticolo di Volla (Napoli). Il fatto all'interno dello stand California.
Le due persone colpite sono state portate in ospedale a Napoli, al Loreto Mare. Una, Giovanni Galluccio, di 23 anni, di Giugliano (Napoli), è morta poco dopo il ricovero. Un'altra, Giuseppe Serracino, di 34 anni, di Marano (Napoli), è in prognosi riservata per due colpi al torace. Indagini in corso.
Sono iniziate a Oria operazioni a sorpresa di taglio degli ulivi, disposte nell' ambito di iniziative previste per combattere la Xylella.
Dovrebbero essere 45 gli alberi da buttare giù nell'ambito dell'applicazione delle misure contro la Xylella fastidiosa. Sul posto carabinieri, poliziotti e forestali anche per gestire l'ordine pubblico. E' il primo intervento per gli abbattimenti dopo quello del 13 aprile scorso, sempre a Oria, quando furono abbattuti 7 alberi.
A quanto si è appreso, si tratta di disposizioni date dopo che a Bruxelles tra fine aprile e maggio sono state approvate nuove misure per il contrasto alla diffusione del batterio e dopo la visita degli ispettori Ue in Puglia, mentre era in approvazione il decreto ministeriale per il recepimento delle disposizioni comunitarie, proprio nei terreni di Oria oltre che in Salento per verificare lo stato di esecuzione delle misure imposte. La zona, nel Brindisino, è transennata per evitare l'accesso di ambientalisti e per motivi di ordine pubblico.
Crollo in stabile per scoppio bombola gas, 6 feriti
L'esplosione è avvenuta in un appartamento al piano terra dell'edificio e ha causato il crollo del solaio e delle scale
L'esplosione di una bombola di gas ha provocato un crollo all'interno di uno stabile di via Pupino, al civico 84, nel borgo di Taranto. Alcune persone sono rimaste ferite. Al momento non si conoscono le loro condizioni. Sul posto vigili del fuoco, 118, polizia, carabinieri e vigili urbani.
Sei persone sarebbero rimaste ferite, due delle quali in gravi condizioni, ma il bilancio potrebbe essere ancora provvisorio. L'appartamento in cui è avvenuta la deflagrazione, a quanto si è appreso, era abitato da una famiglia dello Sri Lanka.
L'esplosione è avvenuta in un appartamento al piano terra dell'edificio e ha causato il crollo del solaio e delle scale. Alcuni feriti sono stati trasportati in ospedale dal 118. I vigili del fuoco sono al lavoro per verificare se ci sono persone sotto le macerie e per portare in salvo coloro che sono rimasti intrappolati nel proprio appartamento. A scopo precauzionale è stata anche disposta l'evacuazione dei palazzi adiacenti.
Juventus, un tesoretto da Ogbonna: derby inglese tra Everton e West Ham
Il club bianconero lo valuta 10 milioni, più 2 di bonus: si deciderà la settimana prossima. Il club di Londra aveva messo la sua foto alla presentazione di Obiang
Una sfida tutta inglese per Angelo Ogbonna: West Ham contro Everton, Londra contro Liverpool. Il futuro del difensore bianconero a quanto pare sarà Oltre Manica. La prossima settimana dovrebbe essere quella decisiva. E' tutta una questione di prezzo: la Juventus chiede 10 milioni più due di bonus, il West Ham al momento è in vantaggio sull'Everton ma le cose potrebbero cambiare nel giro di poco. Curiosità: meno di un mese fa, quando il West Ham aveva acquistato Pedro Obiang, il presidente David Gold aveva twittato tutto il suo entusiasmo per il nuovo acquisto, aggiungendo però al lieto annuncio una foto di Ogbonna con la maglia della Nazionale. Una gaffe che a quanto pare nascondeva un interesse per il centrale della Juventus. Ogbonna è arrivato in bianconero nel 2013 dopo cinque stagioni con il Torino. Con Allegri ha giocato più che con Conte (30 contro 25) e quando è stato chiamato in causa non ha fatto rimpiangere i titolari. Con l'arrivo di Rugani, però, la concorrenza aumenta e in difesa si riducono le possibilità di giocare.
Gerson si propone: "Juventus miglior club al mondo. Col Barcellona"
I bianconeri sono da tempo sulle tracce del centrocampista del Brasile Under 20
La Juve è da mesi sulle tracce di Gerson, centrocampista del Brasile Under 20, da mesi sa che la concorrenza è fortissima. E il talento del Fluminense ha confermato tutto, intervistato da FoxSporsBrasil: "Lascio risolvere tutto a mio padre, io penso al campo. Ogni giocatore sogna di arrivare in un grande club come il Barcellona o la Juventus, al fianco ai migliori del mondo. Inutile negare che le offerte fanno piacere, ma la mia mente è ora concentrata al Fluminense"
COME GIOCA — “Il ’97 più forte del Brasile, forse del mondo”, “Il nuovo Didì”: sono alcuni dei giudizi poco pacati su questo tuttocampista del Fluminense e delle giovanili brasiliane. Diciotto anni appena compiuti, Gerson piace a mezza Europa: difende palla, ha visione, senso dell’assist e potenza: può giocare interno di centrocampo, esterno o seconda punta.
Il popolare re tamarro di Instagram starebbe preparando la campagna per le elezioni 2016. Panico negli Stati Uniti.
Sì, lo so, la notizia è abbastanza scioccante e andava dosata con un po' più di tatto, ma in effetti sono diversi giorni che la voce circola sui giornali di tutto il mondo. Già: il 34enne barbuto rampollo della ricchissima dinastia Bilzerian si sarebbe infatti candidato per le elezioni presidenziali USA del 2016, sfidando dunque la gettonatissima esponente del partito democratico Hillary Clinton. Sul sito adornato per l'occasione, Dan ha scovato le parole più adatte per descriversi di fronte ai suoi elettori: milionario, playboy, pokerista e filantropo del sesso. Tutto questo sarebbe ridicolo, se non fosse che Bilzerian - pur essendo famoso solo per il fatto di essere famoso - ha un'infinita schiera di potenziali elettori tra i propri fan. Solo su Instagram, ne ha 10 milioni, contro i 150.000 della Clinton. Chiaro che Dan stia facendosi solo pubblicità gratuita, ma in America mai dire mai...
Juventus, Pogba fa il misterioso: "Solo io so cosa ho detto alla società..."
Il francese al magazine rancese Soccer 360: "Un giorno mi danno al Psg, l'altro al Barcellona... Ma nessuno sa cosa ho detto alla Juve", Marotta, nel frattempo, ribadisce: "Siamo sereni nel respingere qualunque tipo di offerta"
Dopo tanto parlare di lui e del suo futuro, Paul Pogba ha voluto prendere in mano la situazione ed esprimersi in prima persona sui rumors che lo stanno vedendo protagonista. "Sono importanti, ma sono solo voci - esordisce il centrocampista francese in un'intervista al magazine Soccer 360 -. Ho sentito dire che un giorno sono del Barça, un altro del Psg, ma la verità è che nessuno ascolta le conversazioni private che ho con il mio agente, la mia famiglia, e la Juventus. I rumors ci saranno sempre nel calcio...". Se continua ad essere criptico sul suo futuro, Pogba ha invece le idee molto chiare su quello che lo attende nella prossima stagione. "Voglio vincere trofei - dice senza mezzi termini -. Quest'anno ne ho vinti due, ma la fame non è passata: ne voglio molti altri". C'è un episodio particolare, però, che è rimasto nella testa di Pogba, dopo la scorsa stagione: le lacrime di Pirlo al termine della finale di Champions League contro il Barcellona. "È stato molto emozionante - ammette -. Andrea ha vinto tutto, ma era così deluso dall'aver mancato al Champions con la Juventus. Sarebbe stato fantastico per lui e per il club, ma è andata male". La chiusura della lunga chiacchierata del centrocampista francese con Soccer 360 è dedicata alla Nazionale: l'anno prossimo, infatti, il suo paese ospiterà gli Europei. "Voglio diventare il miglior centrocampista al mondo e una pedina fondamentale per i Bleus", conclude.
MAROTTA — Nel frattempo, l'amministratore delegato bianconero, Beppe Marotta ha provato a blindare Pogba ancor più di quanto avesse fatto dopo l'incontro con i dirigenti del Barcellona, avvenuto in settimana. "In questo momento siamo sereni nel respingere qualunque tipo di offerta", ha detto in una intervista concessa a Radio Sportiva, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di poter resistere a proposte superiori agli 80 milioni blaugrana. Poi, il dirigente della Juventus ha respinto le voci che vorrebbero i bianconeri dietro la "guerra mediatica" che si è scatenata tra la Fiorentina e Mohamed Salah. "Non siamo in mezzo a questa vicenda - ha garantito -. Non mi meraviglia, comunque, perché anche in passato sono capitate situazioni particolari come queste. Sinceramente, mi auguro che prevalga il buonsenso".
Un vigile del fuoco che e' stato tra i primi accorsi sul posto dopo l'attentato alle Torri Gemelle ha vinto 5 milioni di dollari alla lotteria di New York. Il fortunato e' Carmelo Mercado, che fu stato costretto ad andare in pensione tre anni dopo l'11/9, dopo aver sviluppato una malattia ai polmoni proprio a causa della polvere respirata durante le operazioni di soccorso. "Ero in stato di shock, la mia mente si e' oscurata" - ha detto dopo aver scoperto di aver vinto.
Marò, nuovo rinvio. Spostata a 4 agosto udienza corte suprema di Nuova Delhi
Il 15 luglio scade permesso di tre mesi di Latorre
E' stata spostata al prossimo 4 agosto l'udienza nella Corte suprema di New Delhi in cui si deve esaminare il ricorso dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sull'utilizzazione della polizia antiterrorismo Nia nell'incidente in mare del febbraio 2012 che li coinvolge nella morte di due pescatori indiani. E' quanto emerge dall'agenda della stessa Corte consultabile in internet. L'udienza, gia' fissata per il 28 aprile, era stata rinviata prima al 7 e poi al 14 luglio, e ora di nuovo al 4 agosto.
Non sono note le ragioni che hanno spinto la Corte suprema a disporre questo nuovo rinvio dell'esame del ricorso che riguarda, oltre alla richiesta di esclusione della Nia dal processo, anche le questione della giurisdizione sul caso. E' possibile che cio' possa comunque essere messo in relazione con la decisione presa dall'Italia, come annunciato in un comunicato della Farnesina, di attivare un arbitrato internazionale "a conclusione della necessaria fase negoziale diretta con l'India e nell'impossibilita' di intervenire ad una soluzione della controversia".
Si deve ricordare che il 15 luglio scade il permesso di tre mesi concesso dalla Corte Suprema a Latorre per restare in Italia al fine di sottoporsi a terapie per riprendersi dall'ictus subito il 31 agosto 2014. Dato che le condizioni del Fuciliere richiedono il proseguimento di queste terapie, ci si attende che in settimana i suoi legali presentino ai giudici del massimo tribunale indiano un'istanza per l'ottenimento del rinnovo del permesso di residenza in Italia. Esiste pero' anche una seconda ipotesi, evocata nel recente comunicato della Fanesina, e cioe' che l'Italia chieda alla Corte permanente di arbitrato (Cpa) "l'applicazione di misure che consentano la permanenza di Latorre in Italia e i rientro in Patria di Girone".
Insieme hanno cercato di suicidarsi, lui è morto, lei è grave
Si sono sdraiati sul letto, si sono dati la mano e poi si sono puntati la pistola alla testa e hanno sparato: così i carabinieri hanno trovato una ex guardia giurata di 51 anni e la moglie, di 59. Lui era morto, lei è ricoverata in condizioni gravissime. Per spiegare il loro gesto hanno scritto delle lettere ai cognati. Da due anni lui era disoccupato e ad aggravare i problemi economici ultimamente era arrivato anche lo sfratto dell'appartamento di Nuvolento, nel bresciano, dove si sono sparati.
Condannato il presunto killer, provvisionale da 600mila euro
Ergastolo per Carmine Alvaro e assoluzione per Achene Bonacci, accusati del duplice omicidio avvenuto il 10 settembre 2012 in via Muratori a Milano, quando vennero uccisi Massimiliano Spelta e la sua compagna Carolina Ortiz Payano, che aveva in braccio la figlia di due anni rimasta illesa. Lo hanno stabilito i giudici della Corte d'Assise di Milano, che hanno anche condannato Alvaro, il presunto esecutore materiale, al pagamento di una provvisionale da 600mila euro.
Yara, processo a Bossetti riprende il 17. 'Mi fido della giustizia'
Il muratore è accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio ed è in carcere dal 16 giugno dell'anno scorso
"Giuro di tenere lontano dall'animo mio ogni sentimento di avversione e di favore, affinché la sentenza riesca quale la società l'attende: affermazione di verità e di giustizia...". L'ultimo giudice popolare finisce di leggere la formula del giuramento e, alle 9,30, si apre la porta del gabbiotto con le vetrate dell'angusta aula della Corte d'assise di Bergamo ed entra lui: Massimo Bossetti, 45 anni, unico imputato per l'omicidio della tredicenne di Brembate di Sopra Yara Gambirasio. Tra il pubblico venuto a vederlo solo un brusio: chi si aspettava di vedere un uomo distrutto, col pallore che spesso genera la cella del carcere, si deve ricredere. Bossetti è abbronzato, il pizzetto non è più ossigenato come nelle fotografie circolate dopo l'arresto, oltre un anno fa, indossa una polo blu, jeans e scarpe da ginnastica. Il muratore guarda brevemente verso la gente e i giornalisti, poi si gira verso i giudici e, seduto a un tavolo nero, comincia ad ascoltare le parole dei suoi avvocati, del pubblico ministero, delle parti civili. E' attento e tradisce un poco di nervosismo solo muovendo ritmicamente un piede: non perde una parola degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini che sollevano le loro eccezioni preliminari. Nullo, per i legali, il capo d'imputazione perché riporta due luoghi in riferimento alla commissione del delitto, Brembate di Sopra e Chignolo d'Isola; nullo anche il prelievo del Dna con il boccaglio durante un finto controllo stradale, quel Dna che si rivelò essere quello di Ignoto1 che gli inquirenti stavano cercando da oltre due anni. "Non si può dire che il 15 giugno di un anno fa il signor Bossetti non fosse già di fatto indagato e quel prelievo doveva essere effettuato con tutte le garanzie difensive, perché il suo nome doveva già essere stato iscritto nel Registro degli indagati". Bossetti fu arrestato il 16 giugno e "tutti gli accertamenti irripetibili sono stati ripetuti dopo l'iscrizione del nome di Bossetti tra gli indagati", ha ribattuto il pm Letizia Ruggeri giunta in aula con il procuratore Francesco Dettori. Per l'accusa vanno respinte tutte le eccezioni preliminari sollevate dalla difesa e nel dibattimento non vanno nemmeno ammesse le telecamere. "Perché è un processo alla base del quale c'è una tragedia e non voglio venga sfruttato come un palcoscenico - ha sottolineato -. E molti mezzi di comunicazione, che già hanno diffuso atti coperti da segreto, con una condotta non corretta che potrebbe seriamente nuocere alla serenità dei testimoni e al suo esito". Le fanno eco i legali di parte civile, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, che vogliono evitare il "circo mediatico". La difesa di Bossetti aveva già spiegato che si associava alla richiesta dei famigliari di Yara. La decisione dei giudici sarà resa nota il 17 luglio. Bossetti, in gabbia, prima di tornare in carcere, ha parlato fitto fitto per qualche istante con i suoi avvocati, chiedendo ragguagli. "Sono più sereno - ha detto loro -, ho fiducia nella giustizia".
Grecia, confronto di piazza fra 'no' e 'sì'. Tsipras: 'Stare con dignità in Ue. Taglio del debito del 30%". L'Ue, intesa difficile.
Tensione polizia-manifestanti. Banche: da lunedì liquidità a rischio. Via libera da Consiglio di Stato al Referendum. L'appello del governo di Atene per il 'no': "Taglio del 30% del debito". Berlino e Ue frenano, "Situazione peggiorata"
Il confronto fra favorevoli e contrari al referendum di domenica prossima in Grecia è sceso nelle strade di Atene. Piazze affollatissime, in cui i due fronti hanno lanciati appelli in vista della consultazione.
Tsipras, domenica diciamo no ai ricatti - "Oggi è la festa della democrazia, che ritorna in Europa. Tutti gli occhi dell'Europa sono sul popolo greco": ha detto Alexis Tsipras, davanti alla folla esultante che ha riempito piazza Syntagma. "Domenica non decidiamo semplicemente di stare in Europa, decidiamo di stare in Europa con dignità", ha proseguito il premier ellenico, secondo il quale "ancora una volta scriviamo insieme un momento storico, vi auguro di dire No domenica ai ricatti"
A Kallimarmara "sì per l'Europa" - Affollatissima anche lo stadio Kallimarmara dove si sono radunati i sostenitori del sì alla proposta messa sul tavolo dai creditori internazionali prima che si interrompesse il negoziato. Tantissimi bambini con i genitori e molti adolescenti sono mescolati all'immensa folla radunata davanti allo stadio per manifestare a favore del "sì" al referendum di domenica. Mentre una musica ritmata viene diffusa ad alto volume dai potenti altoparlanti installati sul palco e sui piloni delle luci stradali, una donna scandisce slogan a favore della permanenza della Grecia nell'Ue e nell'eurozona che la folla ripete in coro. "Sì, sì, sì alla Grecia nell'euro" "Europa, Grecia, Democrazia", "Grecia, patria mia, in Europa" sono gli slogan scanditi dal palco e scritti anche su centinaia di cartelli innalzati dai manifestanti che sventolano anche numerose bandiere greche e dell'Ue.
Momenti di tensione ci sono stati quando un gruppo di circa 300 persone con il volto coperto dai passamontagna ha cercato di forzare un cordone di poliziotti posto all'inizio di via Ermou, che si immette nella centralissima piazza Syntagma dove sta per cominciare una manifestazione a favore dei "no" al referendum. La polizia ha bloccato gli aggressori esplodendo candelotti lacrimogeni. Le forze dell'ordine hanno poi effettuato un fermo tra gli antagonisti che poco fa hanno cercato di entrare in piazza Syntagma ingaggiando scontri con la polizia. La tv privata Skai ha mostrato le immagini di quattro agenti in tenuta antisommossa che portavano via un uomo tenendolo ognuno per ciascuno dei quattro arti. Tutto calmo invece nel campo del "sì", davanti all'ingresso dell'antico stadio ateniese dove, secondo la polizia, gli antagonisti erano diretti.
LA DIRETTA DALLA PIAZZA
Intanto, sul fronte politico, non si fermano gli appelli pro e contro la consultazione. Referendum che si terrà regolarmente dopo che il Consiglio di Stato ha respinto i due ricorsi presentati per bloccare il voto. Ormai si sta consumando una vera e propria guerra di nervi, tesa ad influenzare il voto dei greci. Alexis Tsipras e il suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, continuano ad assicurare che, anche in caso di vittoria dei 'no', un accordo con i creditori sarà possibile. E anche in tempi relativamente brevi. Il premier greco ha lanciato il suo appello per il 'no', garantendo che una bocciatura darebbe ad Atene quella "forza" negoziale che le consentirebbe di strappare un taglio del debito del 30%. Di parere contrario sia il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker - secondo il quale in caso di bocciatura la posizione del Paese sarebbe "drammaticamente indebolita" -, che il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, per il quale la situazione è "notevolmente peggiorata" e, anche in caso di intesa, per gli aiuti "ci vorrà tempo".
I due schieramenti sono scesi in piazza: il fronte del 'sì' si è dato appuntamento allo stadio Kallimarmaro (o Panathinaiko), che ospitò le prime olimpiadi moderne, nel centro di Atene. Il complesso è affollatissimo da migliaia di sostenitori del voto favorevole. Sul palco è stato montato un immenso 'Nai' (Sì), stessa parola che compare su centinaia di bandierine rosse che sventolano insieme a tantissime bandiere greche. A piazza Syntagma ad Atene, si sono riuniti i contrari alla proposta (già ritirata) dei creditori. Davanti al Parlamento è stato allestito un palco dal quale, dopo le 21 (le 20 in Italia), dovrebbe prendere la parola il primo ministro Alexis Tsipras.
Anche sul versante economico, tutto appare appeso al voto di domenica. La liquidità delle banche greche è assicurata fino a lunedì sera, dopo di che tutto dipenderà dalla decisione della Bce che si riunisce lunedì mattina. è quanto è emerso, secondo quanto riferisce il quotidiano To Vima, da una riunione al ministero delle Finanze greco. Nel frattempo, il Fondo Salva stati europeo (Efsf) ha formalizzato il default di Atene anche se il board dell'Istituto ha deciso di aspettare e "non richiedere" ad Atene il "pagamento immediato dei prestiti concessi né di usare il suo diritto ad agire".
Le cinque cose da sapere in attesa del 'Greferendum'
Pensionati di nuovo in fila per 120 euro
Tsipras, 'no' ci darà più forza per chiedere taglio 30% debito - L'unico modo per rendere sostenibile il debito greco è un taglio del 30% e un periodo di grazia di vent'anni. Lo dice il premier Alexis Tsipras in un intervento televisivo, aggiungendo che "il rapporto del Fmi giustifica la nostra scelta di non accettare un accordo che ignora il tema fondamentale del debito". "Il voto al referendum di domenica non decide la permanenza o meno della Grecia nell'euro", ha aggiunto, sostenendo che "la vittoria del No significherà più forza al tavolo dei negoziati".
Schaeuble, situazione drammaticamente peggiorata - "Nelle ultime settimane la situazione in Grecia è drammaticamente peggiorata". Lo ha detto il ministro elle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble alla Bild secondo un'anticipazione. Il ministro, considerato un 'falco', ha anche smorzato le aspettative di Atene sulle possibilità di ottenere rapidamente delle risorse di sostegno: "Potrebbe volerci del tempo", ha detto alla Bild, spiegando che il quadro della situazione è cambiato.
Juncker, con 'no' drammaticamente indebolita - "Se i greci voteranno 'no' al referendum di domenica, la posizione della Grecia sarà drammaticamente indebolita" nei negoziati di un eventuale nuovo programma. Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. "Anche nel caso" in cui il risultato del referendum greco "sarà sì, il negoziato sarà difficile, sottolinea Juncker.
Samaras, il Sì è voto per restare in euro e Ue - "Il Sì è un voto per restare nell'euro", così l'ex premier e leader di Nea Dimokratia Antonis Samaras, in un intervento televisivo, in cui ha ripetuto che il premier Alexis Tsipras non ha voluto ammettere "di essere stato lui a decidere la chiusura della banche" e ha parlato di "scelte antieuropee" del governo, pagate ora dai greci.
Varoufakis, accordo in vista anche con voto no - "Un accordo è in vista" anche con la vittoria del No al referendum ed "è più o meno fatto". Lo afferma, secondo Bloomberg, il ministro delle finanze greche Yanis Varoufakis alla radio irlandese secondo cui "la Grecia resterà nell'euro". Secondo Varoufakis il voto no porterà a un accordo che includerà "la ristrutturazione del debito".
Tsipras, accordo 48 ore dopo referendum - "Il giorno dopo il referendum sarò a Bruxelles e un accordo sarà firmato", ha detto ieri sera il premier greco Alexis Tsipras in un'intervista alla tv Antenna, assicurando che la firma di un'intesa arriverà entro 48 ore dal voto. Parlando all'emittente Ant1, Tsipras ha spiegato che con la vittoria del 'no' ci sarà una "soluzione sostenibile" per la Grecia. "Questo accordo può essere il cattivo accordo che ci propongono o uno migliore: più forte è il 'no', migliore sarà l'accordo", ha detto. In caso contrario, se vincesse il 'sì' il premier greco ha spiegato che avvierà "le procedure previste dalla Costituzione" per fare in modo che la proposta delle istituzioni (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) diventi legge. In questo scenario, Tsipras ha detto che non metterà la sua "poltrona" al di sopra gli "interessi della nazione", suggerendo che potrebbe dimettersi.
Varoufakis, con 'sì' lascio. Fmi, servono almeno 50mld
Nuovo sondaggio, testa a testa tra sì e no - Quando mancano due giorni al voto, un nuovo sondaggio conferma un elettorato greco diviso quasi perfettamente a metà tra il Sì e il No nel referendum di domenica prossima sugli accordi con i creditori internazionali. Secondo un rilevamento della società Alco per il quotidiano Ethnos, i Sì sarebbero al 44,8% mentre i No si attestano al 43,4%. Gli indecisi scendono all'11,8%.
La campagna del governo Tsipras: con l'austerity boom di suicidi
Grecia: Efsf, mancato pagamento Fmi atto di default - Il mancato pagamento della Grecia della rata del Fmi è un "evento di default" notificato al fondo salva-Stati europeo Efsf, ma il suo board dei governatori ha deciso di aspettare e "non richiedere" ad Atene il "pagamento immediato dei prestiti concessi né di usare il suo diritto ad agire", cioè di non usare alcuna delle opzioni a disposizione. "Il fondo Efsf è il più grande creditore della Grecia, questo default è causa di profonda preoccupazione. Rompe l'impegno greco ad onorare i suoi obblighi finanziari verso tutti i suoi reditori e apre la porta a severe conseguenze per l'economia e il popolo greci", ha affermato il direttore del EFSF, Klaus Regling.
Cannata, 11mld costi Italia? Stima aggressiva - La stima di Standard and Poor's di 11 miliardi di euro di maggiori interessi per l'Italia sul debito pubblico, in caso di default greco, è ''molto aggressiva e non si riesce a capire come sia fatta'', secondo il direttore generale del Tesoro, Maria Cannata. A margine di un evento alla Consob, Cannata dice che ''non ci sono elementi per giudicare''.
Cibi e farmaci cominciano a scarseggiare sulle isole - Continua a peggiorare la situazione in Grecia per il settore del turismo a causa della recente decisione del governo di indire un referendum sul piano di salvataggio del Paese. Come riferisce l'edizione online di Kathimerini, diverse isole dell'arcipelago delle Cicladi, dove un gran numero di turisti stranieri si trovano attualmente in vacanza, sono già alle prese con problemi di approvvigionamento, soprattutto per certe categorie di generi alimentari, come la carne, come pure per le medicine. Alla base del problema, secondo la Camera di Commercio delle Cicladi, c'è il fatto che le imprese locali non possono pagare i loro fornitori esteri a causa del controllo dei capitali imposto dal governo.
Industriali, Paese potrebbe divenire nuova Argentina - Gli industriali greci esortano i loro connazionali a votare "sì" al referendum di domenica e avvertono che il Paese rischia di ritrovarsi nella stessa drammatica situazione in cui si trovò l'Argentina una decina di anni fa. Il monito, come riferisce l'edizione online del quotidiano Kathimerini, è contenuto nel bollettino settimanale della Federazione ellenica delle imprese (Sev) diffuso ieri e nel quale si tracciano parallelismi tra le condizioni finanziarie dei due Paesi.
Lavrov, nessuna richiesta aiuti finanziari da Atene - La Grecia non ha richiesto assistenza finanziaria alla Russia: lo ha ribadito oggi il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, dopo che nei giorni scorsi anche il ministro delle finanze Anton Siluanov aveva escluso tale richiesta.