Fumo: per italiani ok alternative a sigarette se testate
Ipsos, 86% intervistati vuole prova scientifica minore rischio
I prodotti alternativi alle sigarette che potrebbero ridurre il danno da fumo sono accettati dagli italiani, a patto che ci sia una dimostrazione scientifica della loro efficacia, oltre a controlli rigorosi sulla sicurezza. Lo afferma un sondaggio condotto da Ipsos Italia per Philip Morris Italia, i cui risultati sono stati presentati oggi.
"Fumare ha perso di fascino - ha sottolineato alla presentazione il presidente Ipsos Nando Pagnoncelli - una volta era visto come un passaggio all'età adulta. Il concetto di riduzione del danno genera però ancora un conflitto etico, quasi che si pensi di legittimare il comportamento. Il 71% degli intervistati ritiene tutti i prodotti ugualmente rischiosi, ma quando si entra nel dettaglio delle possibili alternative una identica maggioranza è a favore di una riduzione del rischio".
Il 64% dei 3mila intervistati sostiene che è importante offrire ai consumatori prodotti meno rischiosi rispetto alle sigarette, e il consenso sale al 75% tra i fumatori stessi. Più di un italiano su due (il 58%) e del 69% dei fumatori chiede quindi alle industrie di introdurre nuovi prodotti, che però devono essere sottoposti a standard scientifici rigorosi e a test di verifica: l'86% degli italiani ritiene che la potenziale riduzione del rischio debba essere dimostrata. Sette intervistati su dieci (72%) ritengono poi che il Governo debba introdurre norme adeguate per regolare la commercializzazione dei prodotti a potenziale rischio ridotto, compresa, per il 90% del campione, la possibilità di comunicare il minor rischio. Il Governo dovrebbe poi prodigarsi per incoraggiare i fumatori ad abbandonare i prodotti tradizionali anche favorendo quelli alternativi tramite aliquote fiscali agevolate: il 69% degli italiani è di questo parere come pure il 77% dei fumatori.
"Fumare ha perso di fascino - ha sottolineato alla presentazione il presidente Ipsos Nando Pagnoncelli - una volta era visto come un passaggio all'età adulta. Il concetto di riduzione del danno genera però ancora un conflitto etico, quasi che si pensi di legittimare il comportamento. Il 71% degli intervistati ritiene tutti i prodotti ugualmente rischiosi, ma quando si entra nel dettaglio delle possibili alternative una identica maggioranza è a favore di una riduzione del rischio".
Il 64% dei 3mila intervistati sostiene che è importante offrire ai consumatori prodotti meno rischiosi rispetto alle sigarette, e il consenso sale al 75% tra i fumatori stessi. Più di un italiano su due (il 58%) e del 69% dei fumatori chiede quindi alle industrie di introdurre nuovi prodotti, che però devono essere sottoposti a standard scientifici rigorosi e a test di verifica: l'86% degli italiani ritiene che la potenziale riduzione del rischio debba essere dimostrata. Sette intervistati su dieci (72%) ritengono poi che il Governo debba introdurre norme adeguate per regolare la commercializzazione dei prodotti a potenziale rischio ridotto, compresa, per il 90% del campione, la possibilità di comunicare il minor rischio. Il Governo dovrebbe poi prodigarsi per incoraggiare i fumatori ad abbandonare i prodotti tradizionali anche favorendo quelli alternativi tramite aliquote fiscali agevolate: il 69% degli italiani è di questo parere come pure il 77% dei fumatori.

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