Il caso Coca
In settimana è accaduto un fatto disdicevole, che ha riportato l'attenzione sulla possibilità che i bariinvadano anche le World Series. L'accusato è un giocatore moldavo,Valeriu Coca, che già non gode di un cognome molto legale, figuriamoci poi se si prende la briga di far fuori uno dopo l'altro giocatori formidabili del calibro di Matt Marafioti, Pratyush Buddiga, Connor Drinan e Byron Kaverman in un torneo tecnico come quello Heads-Up.
La prima cosa interessante, di tutta questa vicenda, è rivolta a chi ancora oggi, nel 2015, è capace di sostenere che ilpoker sia un gioco di fortuna. Eppure basta che un giocatore dal pedigree non molto noto batta gente molto più esperta di lui, e già si urla al miracolo (o, peggio, alla truffa). E questa cosa dovrebbe dimostrare come chi vive quotidianamente di poker sappia benissimo che l'apporto della fortuna è davvero molto marginale.
La seconda cosa che mi intriga, è come un baro possa battere un campione pur consapevole di star giocando contro un baro. Perché se per Marafioti e Buddiga le informazioni sull'avversario erano scarse, Drinan e Kaverman erano già stati avvertiti che Valeriu Coca agiva in modo sospetto, e infatti hanno preso tutte le precauzioni del caso durante i propri HU. Del resto, per fare il baro devi essere un artista. L'idea che esistano bari scalcagnati è solo del cinema, perché il truffatore delle carte è come un domatore da circo: se è scarso e fa un errore, difficilmente la tigre gli darà l'occasione di migliorare la prossima volta.
Infine c'è un terzo e ultimo aspetto della questione. Le accuse su Coca sono state prese in grande considerazione dalla direzione WSOP (che, ricordiamolo, non gli ha ancora pagato i $50.000 vinti) quando si è scoperto che il moldavo era stato bannato, tempo fa, da un casinò di Praga per aver segnato le carte (lui però sostiene che non sia andata così). Per molti questa macchia sulla sua carriera suona come una sentenza. Per me rischia di essere addirittura un alibi.
Siamo onesti: cosa pensereste di un fish conclamato che vi sta asfaltando al tavolo, se sapeste che dieci anni prima è stato bannato dalla poker room per motivi non meglio determinati?
Comunque vada a finire questa storia,tutti hanno perso. La direzione WSOP, che non sembra tanto sicura di non essersi fatta fregare sotto al naso (e alle telecamere). Coca, che viaggerà con questa ulteriore macchia per tutta la vita. I giocatori sconfitti, i quali dovrebbero sapere che prima di diffamare un collega occorre avere prove certe. Il poker, che ancora una volta viene sputtanato in mondovisione, assurto a teatro di trappole e raggiri.
Hanno perso perfino le carte Modiano, arrivate a Las Vegas come emblema dell'artigianato italiano che voga a gran forza contro la crisi e accolte malamente da chi fatica a dimenticare le tradizionali Bicycle. Come ad esempio Negreanu, che sostiene siano troppo sottili e dai semi neri difficilmente distinguibili. Sarà per questo che finora ha fatto pena? (Lo dico con una nota di malizia, perché ce l'ho in squadra alle FantaWSOP)
Insomma: mentre tutti puntano il dito contro tutti, io mi sono fatto a un certo punto una domanda. Cosa ne penserebbero, le carte stesse, di tutto questo bailamme?


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