sabato 22 agosto 2015

Poker: Gianluca Escobar incontra Neymar

Gianluca Escobar incontra Neymar grazie al Texas Hold'em

Gianluca Escobar, uno dei nostri pokeristi di punta, si è ritrovato in mezzo al party di beneficenza organizzato a San Paolo dalla stella brasiliana per aiutare i bambini meno fortunati.



Il sogno di molti degli appassionati di calcio che hanno la possibilità di viaggiare per il mondo, magari per seguire la propria squadra del cuore o semplicemente per ragioni personali, è spesso quello di incontrare i propri beniamini, passare insieme qualche minuto, strappare loro qualche segreto o qualche aneddoto. La storia che vi vogliamo raccontare è capitata a Gianluca Escobar, napoletano di razza e conosciutissimo giocatore negli ambienti del poker nazionale, che dal nulla si è ritrovato catapultato nel bel mezzo di un party di beneficenza organizzato dalla stella brasiliana del Barcellona, nonché testimonial di PokerStars, Neymar Jr. Tutto comincia quando, circa un mese fa, il 27enne partenopeo decide di prendere parte ad un satellite di qualificazione per il Main Event delle BSOP (le Brazilian Series Of Poker), uno dei tornei di poker più importanti del Sud America. Il resto ce lo racconta lui...
Raccontaci l’inizio di questa avventura. Sei arrivato giusto in tempo per giocare l’evento, o hai avuto tempo per girare la città?
"Ho viaggiato da solo (in realtà all’inizio dovevano venire alcuni amici ma poi si sono tirati indietro proprio all’ultimo) e sono arrivato il giorno prima dell’evento. Ho avuto modo di visitare San Paolo dopo il Main Event delle BSOP, grazie soprattutto ad alcuni amici che abitano in quella zona, conosciuti negli scorsi anni durante alcune tappe EPT in giro per l’Europa".
Il torneo al quale ti eri qualificato come è andato alla fine?
"Il Main Event delle BSOP è andato purtroppo male nonostante per tutto il Day 1 fossi stato sempre sopra media e mi apprestassi a chiudere la giornata con uno stack di tutto rispetto; all’ultimo livello sono uscito con AK vs AK con l’avversario che ha chiuso colore".
Come sei riuscito a partecipare alla festa di Neymar? Un’imbucata stile italico o è stato tutto programmato?
"Mah … diciamo più la prima, va. Come ho detto in precedenza, uno di quegli amici che avevo conosciuto negli scorsi anni ( il Team Online PokerStars Caio Pessagno ) mi ferma nella lobby dell’ hotel in cui stavo e mi dice: “Hey che ci fai qui in Brasile?!? Vuoi venire con me ad un party oggi pomeriggio dove ci saranno alcuni team Pro di PokerStars, Neymar Jr, alcuni suoi amici e la stampa? Sarà davvero bello , beviamo qualcosa e ci divertiamo sicuro!” Ed io ovviamente gli ho detto che ci sarei andato con piacere. Diciamo che la partecipazione al party è nata così".
Com’era il party? Descrivicelo!
"Intanto era un party di beneficenza, organizzato a favore della fondazione istituita da Neymar Jr per aiutare i bambini meno fortunati. C’erano alcuni amici di Neymar Jr ( tra cui Julio Baptista “ La bestia” ex Roma e Luis Fabiano) il suo poker coach , alcuni Team Pro di PokerStars ed io ovviamente! A parte tutto è stata una festa davvero molto bella, dove servivano tutti i tipi di vino , champagne , ed ogni dieci minuti alcuni chef importanti facevano uscire delle portate di cibo buonissime ! Davvero alcune cose che mi sono rimaste impresse e le rimangerei adesso".
Alla fine come hai fatto a passare del tempo col brasiliano?
"Di solito queste star sono praticamente inavvicinabili! È stato lo stesso Caio Pessagno ad avvicinarci, visto che egli è molto amico del Poker Coach di Neymar; da li sono arrivate presentazioni ed abbiamo bevuto qualcosa insieme e parlato soprattutto di poker".
Che impressione ti ha dato? Mi sembra che dalle foto che avete fatto insieme sia stato molto disponibile, alla mano. È un’impressione sbagliata?
"E’ stato SUPER alla mano , davvero simpatico! Mi ha dato l’impressione che si stesse divertendo, anche perché parlandone con lui ha detto proprio questo. A lui il poker piace davvero tanto; anche prima dell’accordo con PokerStars lui in privato giocava con amici proprio perché a lui il gioco del poker affascina e piace molto. Mi ha confidato che gli piacerebbe poter avere più tempo per giocare tornei importanti ed imparare il gioco in maniera più approfondita, ma sono sicuro che fare quello che fa come lavoro non deve essere poi così male e qualche “piccola” emozione la prova!".
Alla fine hai avuto modo di strappargli qualche contatto? Lo hai invitato a Napoli per ricambiare il favore?
"Non siamo arrivati a tanto. Magari gli avessi strappato un contatto, così lo avrei invitato in Italia per ricambiare il favore e magari convincerlo a venire a giocare qui nel mio Napoli. A parte gli scherzi è stato super gentile, abbiamo parlato anche di calcio, oltre che di poker, lui 2 giorni dopo il party sarebbe dovuto tornare in Europa per unirsi ai compagni del Barcellona, è stata davvero una bella serata! Da domani spero di rivederlo a Barcellona per l’evento durante l’EPT. Speriamo di risentirci per altre belle serate ma soprattutto per un gran bel risultato durante l’ European Poker Tour in terra spagnola!!"

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