domenica 23 agosto 2015

ROMA: TOP&FLOP

Roma: Dzeko c'è, Salah e Gervinho stentano. Ma il dubbio ora è Garcia

L'egiziano non incide ancora come ai tempi di Firenze, Manolas unico a reggere in difesa. Ma è il gioco dei giallorossi a non convincere



Kostas Manolas è al momento l'unico a reggere nel reparto arretrato giallorosso, nonostante un'indecisione nel primo tempo che concede una doppia occasione ad Hallfreddson e Juanito Gomez, sventata dall'ottimo Szczesny che si candida a titolare per il prosieguo della stagione. Castan è ancora molto lontano dal top della forma, Torosidis e Florenzi (egregio in fase propositiva, soprattutto nella ripresa) spesso si sono fatti sorprendere dalla velocità degli attaccanti del Verona. Il mercato non è finito e il d.s. Sabatini sta provando a mettere qualche pezza (Digne su tutti), ma l'impressione è che la difesa sia il reparto che più potrebbe far soffrire la Roma. Garcia rimbocchi pure le coperte al suo centrale greco...

Il bosniaco è già un beniamino dei tifosi della Roma. Sui forum giallorossi per l'ex City solo applausi. Meritati. La Roma cercava un centravanti, lo ha trovato, nei movimenti, nelle idee, nella presenza in area. Sfiora il gol in un paio di occasioni, non lo trova. Tiri alti nel primo tempo e una sassata parata da Rafael nella ripresa. La squadra lo cerca ma la manovra lenta che permette al Verona di chiudersi non lo aiuta. Magari se avesse avuto qualche assist da Totti, però Garcia ha lasciato il capitano 90 minuti in panchina.

Tanto si è inserito velocemente Edin Dzeko, quanto ha stentato - in questo suo debutto ufficiale in giallorosso - l'egiziano Mohamed Salah. Poco reattivo, talvolta persino impacciato. Apprezzabile un recupero difensivo nella ripresa, ma la partita del Faraone non è stata all'altezza della fama che si è costruito a Firenze. Però è nella Roma solo da tre settimane, deve avere il tempo di capire il gioco della squadra e trovare la posizione migliore in campo. A sorpresa ha giocato Gervinho. O meglio sorpresa fino a un certo punto perché garcia è talmente innamorato del suo ivoriano da non rinunciarvi mai, neanche quando come col verona non vive certo una giornata felice. Tanto movimento ma anche parecchia confusione.

Ahi ahi Rudi, partenza a rilento e un pari che fa storcere la bocca a i tifosi. Perchè di gare così la Roma lo scorso anno ne ha già fatte tante, troppe. Finalmente ha il centravanti che cercava ma è il gioco che non convince. Squadra lenta, mediana con poche idee. Il gioco della Roma passa attraverso le invenzioni dei singoli. Tanto possesso palla ma spesso sterile. Il 4-3-3 dei giallorossi vede poche sovrapposizioni, poco gioco senza palla e quando le squadre si chiudono sono dolori. Al momento la Roma somiglia ancora troppo a quella dello scorso anno. Capitolo Totti: giusto iniziare senza il capitano, ora c'è Dzeko, ma una porzione di partita per aprire la difesa del Verona poteva meritarla. Rudi ha preferito come ultimo cambio Ibarbo. Solito concetto, giocatore che dribbla tre uomini e crea la superiorità. Ma queste sono individualità, non gioco corale. E sabato c'è già la juve...

Miralem parte maluccio, timido come il resto della squadra di Garcia, sovrastato a centrocampo da Hallfredsson e compagni. Cresce nella ripresa e inizia a dispensare belle giocate anche se nel finale manca il colpo del k.o. a causa anche di una grande risposta di Rafael. Senza Totti, è dura accendere la luce. A Garcia serve quindi il miglior Pjanic.

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